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Lo Stile Italiano in Social Housing – FEDERLEGNO ARREDO

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Lo Stile Italiano in Social Housing – FEDERLEGNO ARREDO

L’Unione Europea lascia ampi margini di discrezionalità ad ogni Stato membro sulla definizione di social housing; generalmente si fa riferimento al CECODHAS, il Comitato di coordinamento europeo per il social housing. Leggiamo cosa è il Social Housing.

Che cos’è il Social Housing?

Il CECODHAS definisce il social housing “un insieme di alloggi e servizi, di azioni e strumenti per un’utenza che non riesce a soddisfare il proprio bisogno abitativo sul mercato, per ragioni economiche e per assenza di un’offerta adeguata; un insieme che favorisca la formazione di un contesto abitativo e sociale dignitoso, al fine di rafforzare la propria condizione abitativa e sociale”.

L’Unione Europea lascia ampi margini di discrezionalità ad ogni Stato membro sulla definizione di social housing; generalmente si fa riferimento al CECODHAS, il Comitato di coordinamento europeo per il social housing, che lo ha definito “un insieme di alloggi e servizi, di azioni e strumenti per un’utenza che non riesce a soddisfare il proprio bisogno abitativo sul mercato, per ragioni economiche e per assenza di un’offerta adeguata; un insieme che favorisca la formazione di un contesto abitativo e sociale dignitoso, al fine di rafforzare la propria condizione abitativa e sociale”.

Il social housing si sviluppa in nord Europa, agli inizi degli anni ’90, soprattutto in Olanda e in Gran Bretagna, in risposta ad una nascente domanda di qualità abitativa per le residenze sociali. In Italia, così come in tutta l’area del bacino del Mediterraneo, è stata finora scarsa la diffusione di questa tipologia di insediamenti abitativi destinati prevalentemente alla locazione, in quanto in quest’area ha finora prevalso la tendenza all’acquisto (l’80% del patrimonio abitativo italiano è abitato da famiglie in proprietà, mentre solo il 20% è in affitto).

Ciò ha portato molte famiglie ad esporsi finanziariamente per l’acquisto di immobili, facendo così crescere la domanda di alloggi, gonfiata dalle prospettive di guadagni apparentemente senza fine.

Tuttavia, a partire dal 2008, la crescita della domanda di alloggi sul libero mercato si è interrotta bruscamente, aggravando il già drammatico tema del disagio abitativo. L’incremento dei prezzi di mercato non era infatti più sostenibile dal potere d’acquisto medio delle famiglie italiane.

Per dare una risposta a questa nascente emergenza, il Governo ha sviluppato il Piano Nazionale di Edilizia Abitativa che è rivolto proprio a quell’utenza che è troppo ricca per accedere all’Edilizia Residenziale Pubblica ma non abbastanza per accedere al libero mercato.

Il Piano prevede l’utilizzo di fondi immobiliari costituiti mediante partecipazione di soggetti pubblici e privati in un Sistema Integrato di Fondi immobiliari (SIF) finalizzato a garantire i livelli minimi essenziali di fabbisogno abitativo su tutto il territorio nazionale.

Con il social housing nasce dunque un nuovo segmento di mercato che si pone tra l’Edilizia Residenziale Pubblica e il libero mercato. I fondi immobiliari ad esso destinati non sono a fondo perduto ma sono investimenti della durata di 30 anni con un rendimento pari al tasso di inflazione )tra il 2% e il 3%).

Nei prossimi 5 anni è prevista una dotazione finanziaria di 10mld euro per la realizzazione di circa 50mila alloggi per lo più destinati a locazione a canone agevolato. Secondo le stime di Cassa Depositi e Prestiti, le prime realizzazioni si vedranno a partire dall’estate prossima.

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